NORMATIVA DI RIFERIMENTO RETI LAN RADIO

L’utilizzo RLAN degli apparati operanti nelle bande di frequenze comprese tra 2,300 GHz e 2,450 GHz, 2,468 GHz e 2,4835 GHz, 5,150 GHz e 5,350 GHz, 5,470 GHz e 5,725 GHz, è stabilito dal Nuovo Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze (PNRF) approvato con decreto ministeriale pubblicato nella GU n. 273 del 21-11-2008  - Suppl. Ordinario n.255.

Piano Nazionale Ripartizione delle Frequenze

PNR 1

PNR 5 GHz

PNR 5.4 GHz

  

Lista delle abbreviazioni

SRD               -   Short Range Devices – Dispositivi a corto raggio

WAS/RLAN  - Wireless Access Systems- Radio Local Area Network -Sistemi di Accesso senza Filo/rete ad area locale

 

Note

184

In accordo con la decisione ERC/DEC/(99)23 della CEPT, frequenze della banda 5.150-5.350 MHz possono essere impiegate ad uso collettivo  per usi civili da apparati a corto raggio per la trasmissione dati ad alta velocità all'interno di edifici (sistemi HIPERLAN) aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 3). Nel loro esercizio tali sistemi non debbono causare interferenze alle utilizzazioni dei servizi previsti in tabella, né possono pretendere protezione da tali utilizzazioni. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.2) ad eccezione di quanto disposto dall’articolo 6, comma 1, lettera b).

 

190A

In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(99)23 la banda di frequenze 5.470-5.725 MHz può essere impiegata, ad uso collettivo, per usi civili, da apparati a corto raggio per la trasmissione dati ad alta velocità (sistemi HIPERLAN) aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 3). Nel loro esercizio tali sistemi non debbono causare interferenze alle utilizzazioni dei servizi previsti in tabella, né possono pretendere protezione da tali utilizzazioni.

Inoltre l’impiego delle HIPERLAN può essere autorizzato soltanto se sono garantite le seguenti prestazioni:

a) il trasmettitore deve essere dotato di un sistema di controllo di potenza che assicuri un fattore di mitigazione di almeno 3 dB;
b) la selezione dinamica della frequenza associata con il meccanismo di scelta del canale deve assicurare una distribuzione uniforme del carico sui 255 MHz della banda in questione.

Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.2) ad eccezione di quanto disposto dall’articolo 6, comma 1, lettera b).

 

CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 3)

CEPT

Allocazione 2.4

Allocazione 5

dPR 5 ottobre 2001, n.447 articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.2)

Sino a tutto il 2001 il regime legislativo italiano prevedeva che l'utilizzo delle frequenze alle quali operano gli apparati wireless fosse soggetto all'obbligo di richiedere una concessione a pagamento. E' facile immaginare quanto un simile vincolo abbia limitato il diffondersi delle tecnologie senza fili. A partire dal gennaio 2002, in seguito all'attuazione di un decreto dell'ottobre dell'anno precedente (il D.P.R. 447/01, recante "disposizioni in materia di licenze individuali e di autorizzazioni generali per i servizi di telecomunicazione ad uso privato"), l'utilizzo di dispositivi di WLAN che operano sulle bande di frequenza appositamente assegnate a tale scopo non richiede più alcuna concessione.

Art. 5.

Autorizzazione generale

 
  1. Un'autorizzazione generale è necessaria nel caso di:

a)     installazione o esercizio di una rete di telecomunicazioni su supporto fisico, ad onde convogliate e con sistemi ottici, ad eccezione di quanto previsto dall'articolo 6, comma 2, lettera a);

           b)     installazione o esercizio di sistemi che impiegano bande di frequenze di tipo collettivo:

1.      senza protezione da disturbi tra utenti delle stesse bande e con protezione da interferenze provocate da stazioni di altri servizi, compatibilmente con gli statuti dei servizi previsti dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze e dal regolamento delle radiocomunicazioni; in particolare appartengono a tale categoria le stazioni di radioamatore nonché le stazioni e gli impianti di cui all'articolo 41, comma 1;

2.      senza alcuna protezione, mediante dispositivi di debole potenza, compresi quelli rispondenti alla raccomandazione CEPT/ERC/REC 70-03. In particolare l'autorizzazione è richiesta nel caso:

2.1.  di installazione o esercizio di reti locali a tecnologia DECT o UMTS, ad eccezione di quanto disposto dall'articolo 6, comma 1, lettera a);

2.2.  di installazione o esercizio di reti locali radiolan e hiperlan, ad eccezione di quanto disposto dall'articolo 6, comma 1, lettera b);

 

Art. 6.

Libero uso

 

1. Sono di libero uso le apparecchiature che impiegano frequenze di tipo collettivo, senza alcuna protezione, per collegamenti a brevissima distanza con apparati a corto raggio, compresi quelli rispondenti alla raccomandazione CEPT-ERC/REC 70-03, tra le quali rientrano in particolare:

a)     reti locali a tecnologia DECT o UMTS nell'ambito del fondo, ai sensi dell'articolo 183, comma secondo, del decreto del Presidente della Repubblica n. 156 del 1973;

b)     reti locali di tipo radiolan e hiperlan nell'ambito del fondo, ai sensi dell'articolo 183, comma secondo, del decreto del Presidente della Repubblica n. 156 del 1973; sono disciplinate ai sensi dell'articolo 5 le reti hiperlan operanti obbligatoriamente in ambienti chiusi o con vincoli specifici;

 

 

DECRETO 28 maggio 2003 - Condizioni per il rilascio delle autorizzazioni generali per la fornitura al pubblico dell'accesso Radio-LAN alle reti ed ai servizi di telecomunicazioni

 

Al Wi-Fi è dedicato un recente decreto del Ministero delle Comunicazioni (28/05/2003), firmato dal Ministro Gasparri, che regolamenta la fornitura al pubblico dell'accesso a Internet mediante tecnologie di rete wireless.Il provvedimento offre la possibilità di installare reti di tipo Radio LAN per fornire al pubblico l’accesso ai servizi di comunicazione elettronica sulle bande di frequenza dei 2,4 e dei 5 GHz, mediante una semplice autorizzazione. Gli operatori che intendono offrire al pubblico i servizi Wi-Fi devono presentare al Ministero delle Comunicazioni un’apposita domanda, secondo lo schema allegato al decreto. La presentazione della domanda dà diritto all’operatore di avviare subito il servizio, nel rispetto delle condizioni indicate dal decreto.

I soggetti autorizzati devono rispettare le norme tecniche di esercizio previste per l’uso delle bande 2,4 e 5 GHz dal Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze e, quindi, non devono arrecare interferenze ad altri servizi ed usare la potenza di emissione prescritta. Questo perché le frequenze usate sono di tipo collettivo ed esse non vengono assegnate a ciascun operatore in maniera esclusiva, come invece avviene nei sistemi di telefonia mobile.

Il decreto definisce anche l’ambito di utilizzazione delle apparecchiature Wi-Fi al pubblico: locali aperti al pubblico e aree confinate a frequentazione pubblica. Tra i luoghi elettivi per l’uso delle Wi-Fi ci sono, infatti, gli hotel, i bar, i ristoranti, i centri commerciali, gli autogrill, gli aeroporti, dove i cittadini avranno la possibilità di connettersi ad Internet con un accesso a larga banda senza filo. Il decreto prevede anche il rispetto delle norme sulla sicurezza ed integrità delle reti. Si chiede, infatti, all’operatore di usare codici di identificativi per gli utenti che accedono alla rete pubblica. L’installazione delle reti Wi-Fi dovrà avvenire nel rispetto del principio di non discriminazione tra i sistemi Radio LAN e le altre tecnologie concorrenti. Su questi aspetti e anche sui principi di garanzia degli utenti, è competente l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a dettare regole specifiche. “

Il Decreto comprende 8 articoli di legge. All’Art. 3 (Procedura per il conseguimento  dell’ autorizzazione generale), comma. 4 viene sancito:

 

 Art. 3

Procedura per il conseguimento dell'autorizzazione generale

 
  1. La fornitura del servizio di cui all'art. 2 subordinata ad un'autorizzazione generale secondo le condizioni di cui all'art. 6.
  2. Il soggetto che intende fornire il servizio di cui all'art. 2, avente sede in ambito nazionale o in uno dei Paesi dello Spazio economico europeo (SEE), in uno dei Paesi appartenenti all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), o in altri Paesi con i quali vi siano accordi di reciprocità nel settore disciplinato dal presente provvedimento, farà comunque salva ogni eventuale limitazione derivante da accordi internazionali, è tenuto a presentare al Ministero delle comunicazioni, di seguito denominato «Ministero», una dichiarazione comprensiva di tutte le informazioni necessarie a verificare la conformità alle condizioni di cui all'art. 6. La predetta dichiarazione, che deve attenersi a quanto indicato nell'allegato A) al presente decreto, costituisce denuncia di inizio attività e dà titolo ad avviare il servizio contestualmente alla sua presentazione.
  3. Il soggetto richiedente allega alla dichiarazione la documentazione di cui all'art. 6, comma 1, lettere a) e b) della delibera dell'Autorità n. 467/00/Cons. Il soggetto che abbia precedentemente ottenuto una o più autorizzazioni all'offerta al pubblico di servizi di telecomunicazioni, può presentare la dichiarazione facendo riferimento alla documentazione già esibita, nei limiti della prevista validità.
  4. I soggetti autorizzati sono obbligati all'iscrizione al registro degli operatori di comunicazione, previsto dall'art. 1, comma 6, lettera a), n. 5), della legge 31 luglio 1997, n. 249, secondo le disposizioni della delibera dell'Autorità n. 236/01/Cons e successive modificazioni.
  5. I soggetti che hanno presentato la dichiarazione di cui al presente articolo, comunicano entro trenta giorni al Ministero ogni variazione delle informazioni contenute nella stessa e nella relativa documentazione allegata.

Pertanto viene impedito a System Integrators – non inscritti al registro degli operatori di comunicazione – di fornire al pubblico accesso ad Internet mediante Radio LAN.

Il quadro normativo è completato da una delibera dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (num. 102/03/CONS), espressamente dedicata agli esercizi pubblici che intendano offrire alla clientela servizi di connessione alla Rete, che esclude le attività non aventi come oggetto principale la fornitura di tali servizi dall'obbligo di disporre di qualsiasi licenza o autorizzazione.

 

DECRETO 4 ottobre 2005 - Modifica del decreto 28 maggio 2003, concernente: "Condizioni per il rilascio delle autorizzazioni generali per la fornitura al pubblico dell'accesso radio LAN alla rete ed ai servizi di telecomunicazioni"

 

Il decreto ministeriale del 4 ottobre 2005 – Decreto Landolfi – modifica ed integra il precedente decreto ministeriale del 28 maggio 2003, liberalizzando l’erogazione di servizi Radio LAN su tutto il territorio nazionale, eliminando il vincolo di fornire il servizio in aree a frequentazione pubblica, o locali aperti al pubblico come gli “hot spot”.

 

Il decreto, inoltre, spinge i soggetti autorizzati a consentire l’accesso indipendentemente dalla tecnologia utilizzata favorendo la realizzazione di un ambiente di connettività senza fili che sia omogeneo e che possa avvalersi di accordi tra gli operatori per consentire il roaming tra le loro reti, offrendo agli utenti una reale mobilità.

 

 Art. 1
  1. All'art. 2, comma 1, del decreto ministeriale 28 maggio 2003 citato nelle premesse, sono soppresse le parole da "in locali aperti", fino alla fine del comma; dopo "ai servizi di telecomunicazioni" si aggiungono le parole "in modalità fissa e nomadica".
  2. All'art. 6, comma 1, lettera b) del medesimo decreto le parole "la sicurezza delle operazioni di rete," sono sostituite da "la sicurezza della rete contro l'accesso non autorizzato conformemente alla normativa in materia,"; dopo "protezione dei dati" si aggiungono le parole "ed in particolare le prestazioni ai fini di giustizia sin dall'inizio dell'attività"; sono soppresse inoltre le parole "l'interconnessione tra reti Radio LAN è ammessa esclusivamente attraverso reti pubbliche di telecomunicazioni;" e "limitatamente all'ambito geografico locale definito all'art. 2, comma 1 e"; sono sostituite le parole "alla medesima radio LAN" con "al medesimo operatore nonché ad operatori distinti a condizione che, in quest'ultimo caso, trattandosi di interconnessione tra reti, si rispettino tutte le regole in materia ed in particolare le esigenze ai fini di giustizia".
  3. All'art. 6, comma 1, lettera f) del medesimo decreto dopo "dalle medesime utilizzazioni" si aggiungono le parole "in particolare secondo quanto previsto dalle raccomandazioni CEPT ERC/REC 70/03 e successive modifiche".
 Art. 2.
  1. In relazione a quanto disposto dalla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni 183/03/CONS, i soggetti autorizzati all'offerta al pubblico, attraverso reti ed applicazioni Radio LAN nella banda 2,4 GHz o nelle bande 5 GHz, di reti e servizi di comunicazione elettronica, ai sensi dell'art. 3 del decreto ministeriale del 28 maggio 2003, come modificato dal presente decreto acconsentono in maniera non discriminatoria ad ogni ragionevole richiesta di accesso indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, ai sensi del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259.
  2. I titolari di diritti concessori o di esclusiva, a qualsiasi titolo, che operano in locali aperti al pubblico o in aree confinate a frequentazione pubblica, quali a titolo esemplificativo aeroporti, stazioni ferroviarie e marittime e centri commerciali, devono consentire alla più ampia pluralità di soggetti l'istallazione e l'esercizio di infrastrutture Radio LAN a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, e senza alcuna limitazione che non sia oggettivamente dovuta ad insuperabili ragioni legate alla sicurezza delle reti o all'esercizio di servizi di pubblica utilità che siano state accertate da parte del Ministero delle comunicazioni. Eventuali dinieghi motivatamente opposti a richieste di istallazione ed esercizio dovranno essere comunicati, al Ministero delle comunicazioni - Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione.
 Art. 3
  1. Le imprese già autorizzate all'esercizio sperimentale del servizio negli ambiti consentiti dal presente provvedimento, cessano la sperimentazione di cui in premessa entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto.
Art. 4
  1. Si applicano ai titoli abilitativi di cui al decreto ministeriale 28 maggio 2003, secondo quanto già disposto dall'art. 8 comma 2 dello stesso, le definizioni e le disposizioni del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 citato nelle premesse.

CODICE DELLE COMUNICAZIONE ELETTRONICHE

Art. 104

Attività soggette ad autorizzazione generale

  1. L’autorizzazione generale è in ogni caso necessaria nei seguenti casi:

a)     installazione di una o più stazioni radioelettriche o del relativo esercizio di collegamenti di terra e via satellite richiedenti una assegnazione di frequenza, con particolare riferimento a:

1)     sistemi fissi, mobili terrestri, mobili marittimi, mobili aeronautici;

2)     sistemi di radionavigazione e di radiolocalizzazione;

3)     sistemi di ricerca spaziale;

4)     sistemi di esplorazione della Terra;

5)     sistemi di operazioni spaziali;

6)     sistemi di frequenze campioni e segnali orari;

7)     sistemi di ausilio alla meteorologia;

8)     sistemi di radioastronomia.

b)     installazione od esercizio di una rete di comunicazione elettronica su supporto fisico, ad onde convogliate e con sistemi ottici, ad eccezione di quanto previsto dall'articolo 105, comma 2, lettera a);

c)      installazione o esercizio di sistemi che impiegano bande di frequenze di tipo collettivo:

1)     senza protezione da disturbi tra utenti delle stesse bande e con protezione da interferenze provocate da stazioni di altri servizi, compatibilmente con gli statuti dei servizi previsti dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze e dal regolamento delle radiocomunicazioni; in particolare appartengono a tale categoria le stazioni di radioamatore nonché le stazioni e gli impianti di cui all'articolo 143, comma 1;

2)     senza alcuna protezione, mediante dispositivi di debole potenza. In particolare l'autorizzazione generale è richiesta nel caso:

2.1)     di installazione o esercizio di reti locali a tecnologia DECT o UMTS, ad eccezione di quanto disposto dall'articolo 105, comma 1, lettera a);

2.2)     di installazione o esercizio di apparecchiature in ausilio al traffico ed al trasporto su strada e rotaia, agli addetti alla sicurezza ed al soccorso sulle strade, alla vigilanza del traffico, ai trasporti a fune, al controllo delle foreste, alla disciplina della caccia e della pesca ed alla sicurezza notturna;

2.3)     di installazione o esercizio di apparecchiature in ausilio ad imprese industriali, commerciali, artigiane ed agrarie, comprese quelle di spettacolo o di radiodiffusione;

2.4)     di installazione o esercizio di apparecchiature per collegamenti riguardanti la sicurezza della vita umana in mare, o comunque l'emergenza, fra piccole imbarcazioni e stazioni collocate presso sedi di organizzazioni nautiche nonché per collegamenti di servizio fra diversi punti di una stessa nave;

2.5)     di installazione o esercizio di apparecchiature in ausilio alle attività sportive ed agonistiche;

2.6)     di installazione o esercizio di apparecchi per ricerca persone;

2.7)     di installazione o esercizio di apparecchiature in ausilio alle attività professionali sanitarie ed alle attività direttamente ad esse collegate;

2.8)     di installazione o esercizio di apparecchiature per comunicazioni a breve distanza, di tipo diverso da quelle di cui ai numeri da 2.1) a 2.8).

3)     Senza alcuna protezione, mediante dispositivi rispondenti alla raccomandazione della Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni (CEPT) CEPT/ERC/REC 70-03, relativi all’installazione o esercizio di reti locali radiolan o hiperlan al di fuori del proprio fondo, ovvero reti hiperlan operanti necessariamente in ambienti chiusi o con vincoli specifici derivanti dalle prescrizioni del Piano nazionale di ripartizione delle frequenze.
  1. Le bande di frequenze e le caratteristiche tecniche delle apparecchiature sono definite a norma del piano nazionale di ripartizione delle frequenze.
 

Art. 105

Libero uso

  1. Sono di libero uso le apparecchiature che impiegano frequenze di tipo collettivo, senza alcuna protezione, per collegamenti a brevissima distanza con apparati a corto raggio, compresi quelli rispondenti alla raccomandazione CEPT/ERC/REC 70-03, tra le quali rientrano in particolare:

a)     reti locali a tecnologia DECT o UMTS nell'ambito del fondo, ai sensi dell’articolo 99, comma 5;

b)     reti locali di tipo radiolan e hiperlan nell'ambito del fondo, ai sensi dell’articolo 99, comma 5;

c)      sistemi per applicazioni in campo ferroviario;

d)     sistemi per rilievo di movimenti e sistemi di allarme;

e)     allarmi generici ed allarmi a fini sociali;

f)        telecomandi dilettantistici;

g)     applicazioni induttive;

h)      radiomicrofoni a banda stretta e radiomicrofoni non professionali;

i)        ausilii per handicappati;

j)        applicazioni medicali di debolissima potenza;

k)      applicazioni audio senza fili;

l)        apriporta;

m)   radiogiocattoli;

n)      apparati per l'individuazione di vittime da valanga;

o)     apparati non destinati ad impieghi specifici;

p)     apparati per comunicazioni in “banda cittadina – CB”, sempre che per queste ultime risultino escluse la possibilità di chiamata selettiva e l'adozione di congegni e sistemi atti a rendere non intercettabili da terzi le notizie scambiate; sussiste il divieto di effettuare comunicazioni internazionali e trasmissione di programmi o comunicati destinati alla generalità degli ascoltatori. Rimane fermo l’obbligo di rendere la dichiarazione di cui all’articolo 145.

  1. Sono altresì di libero uso:

a)     i collegamenti su supporto fisico, ad onde convogliate e con sistemi ottici realizzati nel fondo ai sensi dell’articolo 99, comma 5;

b)     gli apparati radioelettrici solo riceventi, anche da satellite, per i quali non sono previste assegnazione di frequenze e protezione: non sono compresi gli apparecchi destinati esclusivamente alla ricezione del servizio di radiodiffusione.

  1. Le bande di frequenze e le caratteristiche tecniche delle apparecchiature sono definite a norma del piano nazionale di ripartizione delle frequenze.
 

Art. 99

Installazione ed esercizio di reti e servizi di comunicazione elettronica ad uso privato

  1. L’attività di installazione di reti ed esercizio di reti o servizi di comunicazioni elettroniche ad uso privato è libera ai sensi dell’articolo 3, fatte salve le condizioni stabilite nel presente Titolo e le eventuali limitazioni introdotte da disposizioni legislative regolamentari amministrative che prevedano un regime particolare per i cittadini o le imprese di Paesi non appartenenti all'Unione europea o allo spazio economico europeo, o che siano giustificate da esigenze della difesa e della sicurezza dello Stato, della protezione civile, della sanità pubblica e della tutela dell'ambiente, poste da specifiche disposizioni, ivi comprese quelle vigenti alla data di entrata in vigore del Codice.
  2. Le disposizioni del presente Titolo si applicano anche ai cittadini o imprese di Paesi non appartenenti all'Unione europea, nel caso in cui lo Stato di appartenenza applichi, nelle materie disciplinate dal presente Titolo, condizioni di piena reciprocità. Rimane salvo quanto previsto da trattati internazionali cui l'Italia aderisce o da specifiche convenzioni.
  3. L’attività di installazione ed esercizio di reti o servizi di comunicazione elettronica ad uso privato, fatta eccezione di quanto previsto al comma 5, è assoggettata ad una autorizzazione generale che consegue alla presentazione della dichiarazione di cui al comma 4.
  4. Il soggetto interessato presenta al Ministero una dichiarazione resa dalla persona fisica titolare ovvero dal legale rappresentante della persona giuridica, o da soggetti da loro delegati, contenente l’intenzione di installare o esercire una rete di comunicazione elettronica ad uso privato. La dichiarazione costituisce denuncia di inizio attività. Il soggetto interessato è abilitato ad iniziare la propria attività a decorrere dall’avvenuta presentazione. Ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni, il Ministero, entro e non oltre sessanta giorni dalla presentazione della dichiarazione, verifica d’ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti richiesti e dispone, se del caso, con provvedimento motivato da notificare agli interessati entro il medesimo termine, il divieto di prosecuzione dell’attività. Sono fatte salve le disposizioni in materia di conferimento di diritto d'uso di frequenze.
  5. Sono in ogni caso libere le attività di cui all’articolo 105, nonché la installazione, per proprio uso esclusivo, di reti di comunicazione elettronica per collegamenti nel proprio fondo o in più fondi dello stesso proprietario, possessore o detentore purché contigui, ovvero nell'ambito dello stesso edificio per collegare una parte di proprietà del privato con altra comune, purché non connessi alle reti di comunicazione elettronica ad uso pubblico. Parti dello stesso fondo o più fondi dello stesso proprietario, possessore o detentore si considerano contigui anche se separati, purché collegati da opere permanenti di uso esclusivo del proprietario, che consentano il passaggio pedonale o di mezzi.

 

 

 

Modello B

Denuncia di inizio attività

(per impianti con potenza in antenna inferiore a 20 watt);

 Il sottoscritto ............................................................................................................................nato a ........................................................................................... Il .......................................residente a .............................................. via ................................................................. n. ....nella sua qualità di................................... della Società ..........................................................con sede in .............................................. via …………………………………. ................ n. ... Descrizione dell'impianto e delle aree circostanti.·        Posizionamento degli apparati.·        Si descriva sinteticamente ma in modo esauriente il posizionamento degli impianti, la loro collocazione e la loro accessibilità da parte del personale incaricato.·        La posizione dovrà essere corredata di coordinate geografiche con approssimazione al secondo di grado o a sue frazioni, nonché dell’indirizzo completo di numero civico se assegnato, e di ogni eventuale altra indicazione per l’individuazione del sito. Caratteristiche radioelettriche dell'impianto.

Si enumerino in modo dettagliato, completo e privo di ambiguità tutte le caratteristiche radioelettriche dell’impianto trasmittente.

 Allega alla presente istanza·        Scheda tecnica dell’impianto, con indicati frequenza, marca e modello di antenna installata, altezza del centro elettrico, guadagno in dBi, direzione di massimo irraggiamento dell’antenna riferita al nord geografico ed eventuale tilt (elettrico e/o meccanico).·        Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema radiante. In tali diagrammi deve essere riportata, per ogni grado da 0° a 360°, l’attenuazione in dB del campo (o deve essere indicato il campo relativo E/E0).·        Indirizzo completo dei seguenti dati: comune, via e numero civico o foglio mappale con coordinate UTM della dislocazione dell’impianto.